Mastro Anto’

Mastro Anto’, sulla destra,
con Gervaso il falegname
di Ciripìsolo

Una delle ragioni principali per cui amo Ciripìsolo, il paesino di sogno sperduto fra i monti della Lucania dove, ogni estate, mi reco in cerca di pace, è il rapporto umano che si riesce a creare con i Ciripìsolani.
Sono, come ormai sapete, quasi tutti persone molto anziane e sagge, di poche parole.
Un rapporto speciale mi lega a Mastro Antonino, Mastr’Antò come lo chiamano i Ciripìsolani, che usano spesso le elisioni.
Mastr’Antò non ama farsi ritrarre, ma potete vederlo, di spalle, a destra nella foto che ho scattato l’anno scorso.

Lo incontrai la prima volta che venni a Ciripìsolo, ormai diversi anni fa. Era tardo pomeriggio e lo vidi seduto su una panca davanti alla sua casetta in pietra a due piani. Lo salutai, mi rispose con un cenno gentile e mi sedetti accanto a lui.

La pace del posto, la presenza accanto a me di quell’uomo saggio e silenzioso mi portarono a parlare, ad aprirgli il mio cuore. Gli raccontai della vita in Brianza, del traffico di Milano, delle ansie del lavoro, di come, in quel fiscal year, mi attanagliasse l’incertezza su come far quadrare nel profit & loss gli investimenti per incrementare la brand awareness.
Parlai molto a lungo. Poi scese il silenzio.

Nel cielo sopra di noi volavano alte le rondini e si intuivano i primi raggi del sole al tramonto.
Non dimenticherò mai quel momento quando, dopo ancora una lunga pausa, Mastro Antonino si girò lentamente verso di me, mi guardò con quel suo sguardo dolce e indefinibile, e, piano, mi batté due volte la mano su una spalla.

SEGUE……..

Ciripìsolo

Ciripìsolo è un delizioso paesino della Lucania dove ogni anno trascorro con mia moglie parte delle vacanze.

Il centro storico di Ciripìsolo

E’ incredibile che in Italia esistano ancora posti come Ciripìsolo. Lontano dalle autostrade e da ogni insediamento industriale, raggiungibile solo a piedi con un’antica mulattiera, nelle sue stradine acciottolate si respira una quiete arcaica. Il silenzio è totale. I pochi abitanti, quasi tutti anziani, passano le giornate su piccole sedie davanti alle case. Non parlano, condividono solo con lo sguardo i loro ricordi di gioventù.

Si, la quiete regna sovrana a Ciripìsolo. Non c’è connessione WiFi e la vita scorre ai ritmi di un tempo. Non ci sono svaghi, tranne il sabato sera quando ci si ritrova nella piazza principale per l’antico gioco del “lancio della casciotta”. Ma i giocatori sono sempre meno per via dei dolori articolari dovuti all’età.

La gustosa “salama di Ciripìsolo

Spettacolare la cucina, legata, come poche altre in Italia, ai valori e alle tradizioni del territorio. Fra tutte segnalo la “Salama di Ciripìsolo” frutto di lunga e sapiente lavorazione. C’è anche una piccolissima produzione di un vino locale affine al più famoso Ceraulo. Veronelli passando di qui per caso nei primi anni settanta ebbe modo di assaggiarlo e lo definì “Sapido e forte, solare e potente come questa terra atavica”

Un amaro oggi famoso venne inventato nel secolo scorso proprio in questo paesino della Lucania e le anziane massaie ne conservano gelosamente la ricetta originale.

Mia moglie ed io saremo ancora ospiti di Cesarina, memoria storica di Ciripìsolo e cuoca sopraffina, nelle poche stanze sopra la piccola trattoria con il pavimento in cotto usurato dal tempo, dove saremo gli unici avventori, e mangeremo i cibi della tradizione mentre Cesarina ci guarda compiaciuta in silenzio.

SEGUE……..

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